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Zero Motorcycles SR & DS: semplicemente Cool!

In Prove moto
di G. Papetti - O. Fumagalli, 21 luglio 2015

Zero Motorcycles SR & DS: semplicemente Cool!

Zero Motorcycles, azienda californiana dal 2007 specializzata nella produzione di moto 100% elettriche, sbarca in Italia con una gamma completa di modelli e lo fa affidandosi a E-Move.me, partner di comprovata esperienza con showroom nel cuore di Milano (Via Santa Maria della Porta 11), che permette non solo di acquistare e provare queste interessantissime motociclette, ma anche di noleggiarle, per avvicinarsi all’elettrico e capire, nell’arco di qualche ora o di più giornate, se effettivamente possa fare o meno al proprio caso.
Noi, dopo averle provate ce ne siamo letteralmente innamorati, perché al di là dell’aspetto indubbiamente positivo di guidare un mezzo silenzioso ed ecologico, ci siamo divertiti un sacco a guidarle, osservare gli sguardi ammirati quando ci è capitato di parcheggiare davanti a locali alla moda (se volete essere “fighi” e farvi notare, questi sono mezzi giusti) e anche a vedere le facce attonite di molti motociclisti che ai semafori sgasavano con le loro moto endotermiche, per poi accorgersi che le nostre schizzavano via lasciandoli alle prese con cambio e frizione. 
La più potente SR, con motore da 50 kW e ben 144 Nm di coppia, è in grado di coprire lo 0-100 in appena 3,3 secondi (4,8 per la Zero S) e per starle dietro con una moto a benzina, ci vogliono un bel manico e tanti cavalli. 
 
CUORE ELETTRICO
Il fulcro di tutto è nel motore Z-Force, integralmente sviluppato da Zero Motorcycles per garantire le migliori prestazioni in termini di efficienza, potenza e dimensioni. Rispetto a motori di vecchia generazione brushless di peso e volume analoghi, è in grado di sviluppare una potenza maggiore, sino al 130% e una coppia superiore del 150%. L’unità propulsiva progettata da Zero Motorcycles inoltre, grazie alla collocazione esterna delle parti che generano calore, non necessita di un sistema di raffreddamento a liquido o ad aria forzata. Il motore è completamente sigillato e non prevede interventi di manutenzione ordinaria, con un sensibile risparmio a livello di costi in questo senso rispetto a una motocicletta tradizionale. Abbinato al pacco batterie, il motore sviluppa una notevole potenza e un'accelerazione bruciante. Ma la cosa più sorprendente è che produce il 100% della coppia alla partenza, da fermo, per una risposta immediata all'accelerazione e prestazioni in grado di far sfigurare moto a benzina ben più potenti. Il motore è disponibile in due versioni, con potenze fino a 67 cavalli in quella più spinta, da 50 kW. Ma non lasciatevi ingannare dal dato numerico. Provando queste moto vi renderete subito conto che è come avere sotto al sedere una moto “classica” da 150 cavalli, in termini di accelerazione. Diverso il discorso sulla velocità, che nel caso delle Zero si attesta su una punta massima di circa 160 Km orari. Ma visti i limiti vigenti a cosa serve avere una moto che fa 300 all’ora se non si va in pista? Molto meglio poter contare su un’accelerazione bruciante sia da fermo sia nei sorpassi, considerando che in questo caso il motore è sempre in presa e la potenza costantemente disponibile.
Grazie alle batterie agli ioni di litio di ultima generazione, tutti i modelli godono di maggiore autonomia, velocità e vita operativa. Una qualsiasi moto della gamma Zero S o Zero DS può percorrere oltre 320.000 km prima che la sua capacità di carica si riduca all'80% e le batterie hanno una vita utile di ben 500.000 km. A differenza della moto, che ha una garanzia standard di due anni, le batterie sono garantite cinque anni o 160.000 km. Diciamoci la verità, quanti motociclisti fanno oltre 30.000 km l’anno? Nella pratica le batterie durano tranquillamente quanto l’intero ciclo di vita della moto.
L’autonomia assicurata dalle batterie standard, che la casa dichiara in 243 km nel ciclo urbano e in 185 nel ciclo misto, può essere ulteriormente ampliata con l’aggiunta anche in un secondo momento del modulo Power Tank, una batteria di 2,8 kWh che aggiunge circa 50 km reali di autonomia in più a qualsiasi modello Zero S, Zero SR or Zero DS 2015. Per esempio, la capacità del pacco batterie del modello Zero S ZF12.5 può essere incrementata fino a 15.3 kWh anche a distanza di anni dall’acquisto. Il surplus di energia consente di percorrere fino a 298 km in tragitti urbani e 151 km in percorsi autostradali. 
La tecnologia Power Tank viene fornita completa di un pacco batterie Z-Force e di una carenatura supplementare, che va a modificare completamente la zona serbatoio con una carenatura in plastica di nuova concezione, in cui il pacco batterie aggiuntivo è alloggiato dove abitualmente si trova la borsa da viaggio integrata.
 


TELAIO E SOSPENSIONI DA MOTO VERA
Spesso si è portati a pensare alle elettriche come a dei “giocattolini”. Nel caso di Zero Motorcycles questo non è affatto vero e siamo di fronte a vere e proprie moto con sospensioni e telaio all’altezza delle migliori naked. Il telaio a doppia trave è costruito esclusivamente in alluminio di qualità impiegato nell'industria aeronautica. Leggero e resistente, contribuisce a conferire un'ottima maneggevolezza e rigorosità nel seguire le traiettorie impostate. Grazie anche al basso centro di gravità e al notevole carico sull’anteriore, le moto sono molto divertenti e facili da guidare. Merito anche delle sospensioni completamente regolabili espressamente progettate da Showa. Bellissimo esteticamente il forcellone cavo, mentre l’impianto frenante si avvale di componentistica di ottima qualità con sistema ABS Bosch di serie. Solo sul modello più potente si sente la mancanza di un doppio disco anteriore, che avrebbe garantito maggiore sicurezza visto la rapidità con cui la moto prende velocità.

DESIGN, COMPONENTISTICA E PREZZI
A livello estetico i designer dell’azienda hanno fatto un ottimo lavoro per dissimulare l’ingombro del pacco batterie e nel complesso le moto risultano moderne e accattivanti. Filanti, con la coda corta e rastremata, si presentano come sportive naked o motard, ma con dimensioni più contenute. Sono perfette per chi non supera il metro e ottanta, oltre sono fin troppo piccole e si rischia l’effetto “triciclo”. A dare spessore al design contribuisce anche la qualità della componentistica, non solo a livello di sospensioni, freni, manubrio e comandi, ma anche sotto il profilo delle plastiche. Sono veramente ben fatte e anche sullo sconnesso non emettono alcun fastidioso scricchiolio. Bella anche l’idea della borsetta asportabile (protetta da chiave) alloggiata nella zona dove tipicamente abbiamo il carburante. Solo qualche dettaglio potrebbe ulteriormente essere migliorato, come le piastre di sterzo o il blocchetto di accensione, ma siamo già a un ottimo livello.
E ci mancherebbe, direte voi, con quello che costano. Certo non sono regalate perché per le versioni stradali si parte da circa 14.500 euro per arrivare a oltre 18.000 per il modello più potente. Tanti, indubbiamente, ma prima di gridare allo scandalo è bene pensare alla tecnologia che c’è dietro e fare due conti a lungo termine. Noi li abbiamo fatti e considerando l’acquisto di una moto a benzina tra i 600 e i 1.000 cc., con prezzi indicativi tra i 7.000 e gli 11.000 euro, servono circa cinque anni per ammortizzare il costo. Il tutto supponendo una percorrenza media di soli 10.000 Km all’anno (ovviamente all’aumentare del chilometraggio i tempi per andare in pari si accorciano). Come ci siamo arrivati? Semplice. Il costo al chilometro è di appena 0,02 centesimi (avete letto bene, un “pieno” costa circa 1,40 euro), inoltre non ci sono tagliandi onerosi e nemmeno problemi con le batterie, poiché il ciclo di vita supera abbondantemente i tempi di rientro dell’investimento. Tenete anche in considerazione che quando andrete a rivenderla, magari tra qualche anno, la domanda di veicoli elettrici sicuramente aumenterà e il valore del vostro usato sarà superiore a quello di una moto a benzina. A conti fatti è vero che l’investimento iniziale è superiore, ma nell’arco di al massimo cinque anni si può non solo rientrare, ma anche guadagnarci. Se siete dei globetrotter che partono in moto per andare a Capo Nord, probabilmente le Zero non sono le vostre moto (anche se grazie al supporto di E-Move.me, vi garantiamo che potreste anche farlo), ma se appartenete alla stragrande maggioranza di motociclisti che usano la moto in città, per brevi spostamenti quotidiani o per veloci gite fuori porta, fateci seriamente un pensierino

Siamo anche convinti che tutti questi discorsi lasciano un po’ il tempo che trovano. Pensare all’elettrico significa attuare un cambio di mentalità, resettare i propri parametri e ragionare in un’ottica completamente nuova. Se il rispetto per l’ambiente, la possibilità di girare senza far rumore, l’essere “avanti” e la piacevole sensazione di guidare un mezzo esclusivo v’intrigano, allora siete probabilmente un cliente tipo per queste moto. Noi le abbiamo definite Cool proprio per questo insieme di fattori. Diventare clienti di Zero Motorcycles e di E-Move.me significa non solo possedere una loro moto, ma anche entrare in contatto con persone che molto spesso diventano amici e consulenti che si occupano, per esempio di pianificare un lungo viaggio indicandovi dove trovare le stazioni di ricarica, l’assistenza o quant’altro serva.
 


PRESTAZIONI, HANDLING E FINALMENTE BUONA AUTONOMIA
Queste in sintesi sono le tre caratteristiche che più ci hanno impressionato delle Zero DS e SR, oggetto di questa prova. Più Urban la prima, decisamente più sportiva e adrenalinica la seconda, A livello di prestazioni si hanno a disposizione tre mappe: Eco, Sport e Custom. La prima è quella che ottimizza il bilanciamento tra consumo e prestazioni, la seconda è ovviamente votata all’ottenimento delle massime performance e la terza è completamente configurabile dall’utente tramite un’App disponibile per iOS e Android. In Sport la potenza è veramente impressionante, specie sulla SR che grazie al motore da 50 kW è una vera e propria streetfighter, molto impegnativa e anche pericolosa se non si abituati a certe potenze (anche perché manca il deterrente rumore e in pochi secondi si raggiungono velocità imbarazzanti senza accorgersene). Su questo modello sarebbero a nostro avviso indispensabili il doppio disco anteriore e un controllo di trazione, perché il rischio di perdere aderenza al posteriore a causa dell’eccessiva potenza è decisamente alto. La DS, col motore da 40 kW, è comunque molto divertente ma anche molto più bilanciata. Diciamo che in città si può tenere in Sport senza troppi problemi, mentre con la SR è meglio viaggiare con la mappa Eco che taglia la potenza. Sul fronte dell’autonomia entrambe le moto ci hanno positivamente stupito raggiungendo autonomie reali attorno ai 190 km con il pacco batterie standard. Fidandoci del computer di bordo e della serietà dell’azienda californiana abbiamo provato a partire da Milano con la DS, percorre l’autostrada fino a Dalmine, risalire la Valle Brembana e ritornare a destinazione senza mai ricaricare. Siamo rientrati a Milano con ancora il 10% e il trip computer che segnava 174 km. Il tutto usando in parte la modalità Eco (viaggiando in autostrada a circa 100 Km orari) e in parte la modalità Sport (spremendo il motore sui tornanti di montagna). Nel ciclo urbano ed extraurbano anche usandola sempre in Sport, siamo comunque riusciti a stare attorno ai 130 km di autonomia. Non ci si va al mare andata e ritorno senza ricarica, ma si fanno tranquillamente dei bei giri e se si prenota in posti in grado di fornire un posto moto e una presa di corrente, anche il weekend non è un problema. Si va a dormire e alla mattina la moto è completamente carica, dato che con una normale presa di corrente servono meno di otto ore per una ricarica del 100%. Se poi si prendono i caricatori ad alta velocità, si possono abbattere i tempi arrivando anche a quarantacinque minuti, ma servono al momento caricatori esterni (è già stato chiesto a Zero di mettere on board anche una presa di ricarica rapida).

APP GESTIONALE
Grazie alla connessione Bluetooth on board e alla disponibilità di un’App per iOS e Android, il pilota può personalizzare la mappatura decidendo l'accelerazione, la velocità massima desiderata e il modo in cui sfruttare il sistema frenante rigenerativo. L'applicazione dispone di due interfacce principali. Quella di guida può essere personalizzata per visualizzare le informazioni in tempo reale e diventare a tutti gli effetti un secondo quadro strumenti. Quando la moto è parcheggiata, l'applicazione fornisce statistiche di guida, dati tecnici, di corrente elettrica e coadiuva il conducente in tutti gli interventi di gestione, peccato solo che non sia stato implementato un sistema di tracking in tempo reale che avrebbe permesso di sfruttare l’App anche come antifurto GPS. Speriamo che nei modelli 2016 sia implementata anche quest’utilissima funzionalità.

TRE NAKED E UNA CROSS 
Attualmente Zero propone tre naked denominate S, SR e DS. La prima è la Standard, la SR è la più potente mentre la DS è una interessantissima urban con ruote tassellate ed escursione sospensioni allungata, adatta anche per affrontare gli sterrati, I prezzi variano da 14.220 a 18.690 euro, mentre il power tank aggiuntivo per aumentare l’autonomia costa 2.440 euro. Zero propone anche un modello da offroad, denominato, FX, che sarà presto oggetto di una prova dedicata. 
  

 
IMPRESSIONI MULTIPLE - PROMOZIONE UNIVOCA
Nella nostra settimana “in elettrico” due tester si sono scambiati la SR e la DS conoscendole a fondo per usi sia urbani, nella metropoli o in comuni più piccoli, sia di spostamento a breve raggio. Le impressioni più vive sono similari e positive in entrambi i casi, sebbene esperienza e gusti personali siano diversi: le Zero sembrano metter d’accordo tutti. In estrema sintesi queste sono moto che quando non si conoscano generano curiosità e magari dubbi, per gli smaliziati, ma appena ci si facciano pochi metri, già ci si ritrova con il sorriso sotto il casco… Soprattutto con la SR: una vera bomba sexy in termini di guida stradale facile ma veloce, peccato solo sia un po’ minuta dimensionalmente, per le taglie forti. Non risulta certo sgradita una minima formazione, per ottimizzare la sicurezza, pensando che si guida con patente A2, ma proietta a velocità elevate come e più di molte moto classiche ben più potenti. Il motore che non genera vibrazioni, rumore, calore o altro, permette di sentirsi meno impegnati e quindi liberi di apprezzare l’ambiente circostante, ma solo a manopola semichiusa. Spalancare il gas, pardon, il potenziometro, è quasi “elettrizzante” nel vero senso del termine, con quel sibilo particolare ad accompagnare il salire repentino del tachimetro (peraltro molto preciso), che possiamo utilmente limitare, oppure lasciare libero, arrivando con la DS prossimi ai 150 Km/h e con la SR ben oltre i 160 Km/h. Impostando i parametri di consumo sul display, si può scoprire come gestendo gli ON/OFF della manopola sia possibile ottimizzare non poco la batteria, qualora serva, ma l’indicazione data è comunque sicura: basta tenere il giusto margine, senza timori. Spiace dover scendere, usando l'imponente cavalletto e viene voglia subito di tenerla carica per il prossimo uso, la Zero. Se è bello passare nei centri e nei punti inibiti a certi mezzi classici, il non dover fare tappa dal benzinaio è un ulteriore godimento che prosegue nel filone “non mi sporco le mani”. La DS, se si conosce prima la SR, impressiona meno, anche per l’altezza (sella a ben 84,3 cm da terra) e l’impostazione di sospensioni e pneumatici, capaci di far sentire più comodi e adatti a ogni fondo, ma molto meno sportivi. Se la prima meraviglia anche i più esperti per le doti dinamiche eccellenti, la seconda è ben apprezzabile anche da novizi, o magari chi abbia abbandonato la moto in passato, per certi “pesi” che qui sono del tutto alleggeriti grazie alla propulsione a zero immissioni. Le abbiamo provate anche con passeggero a bordo e la risposta è ottimale sia dal motore, sia dalla ciclistica, capace di ottimo sostenimento. Poco da criticare infine, se non qualche dettaglio percepito che potrebbe gratificare ulteriormente, in funzione del prezzo, come chiave, blocchetti e borsa (funzionali ma non al livello del resto), o qualche profilo tagliente nelle comunque belle parti in alluminio. Attendiamo la possibile implementazione nel sistema di controllo motore di un minimo effetto anti-slittamento, gradito insieme a un po’ di tonicità in più alla frenata: si avrebbe davvero una moto di quelle cui non cambieresti più niente, godendone con semplicità ogni volta sia possibile.
 
PIACE: Assenza di emissioni, Prestazioni molto elevate con oneri gestionali bassi, Dinamica ottimale
PIACE MENO: Dotazioni e qualche finitura lievemente migliorabili per target premium
 
 
 
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