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Harley Davidson Tri Glide Ultra my 2015

In Prove moto
di Gianluca Villa, 28 luglio 2015

Harley Davidson Tri Glide Ultra my 2015

C’è chi preferisce in tre !

Questa recensione sarà un viaggio che voglio fare con Voi alla scoperta di questa Harley Davidson, passo dopo passo, perché è una moto unica, nella speranza che Voi possiate apprezzare maggiormente, e certo di avere un commento se è utile “leggere” una moto in questo modo .

Tardo pomeriggio, ritiro la Tri Glide Ultra dal concessionario Harley Davidson di Legnano, un rapido briefing e siamo pronti.  Questo modello rientra nell’aggiornamento sicurezza e comfort di guida definito RUSHMORE, ma cos’è in realtà? Scopriamolo insieme…

Il frontale riprende una Electra Glide Ultra Classic, ma priva del faro centrale sostituito da una cover Cromata, il compito di illuminare la strada resta ai due fari a led molto potenti.  Il posteriore nella sua unicità presenta anch’esso nuove luci ad alta visibilità,  una grande estesa sul profilo del “bauletto” e una per parafango, incuriosito guardo le dimensioni delle ruote 205/65 Raggio 15, come una macchina e neanche piccola! Notevoli i due vani di carico, il bauletto superiore ospita comodi due caschi integrali e altro ancora, mentre quello basso una grande sacca, sommati danno un totale di 0,19m3 di carico, non basta? Esosi !! non c’è problema il Trike può aumentare con qualche accessorio.







Mi siedo sulla poltrona che trovo comodissima, così come l’appoggio sulle grandi pedane, toccare terra non mi servirà, questa Trike fa tutto stando seduti, credetemi. Il trasponder mi evita l’uso della chiave, che resta necessaria solo per chiudere i vani di carico, il bloccasterzo e cosa importante aprire il tappo serbatoio, sarebbe stato bello non avere la necessità su quest’ultimo grazie a una serratura elettronica, ma va bene così.

Giro la manetta del quadro è il display da 6,5” prende vita disegnando il logo Harley Davidson, attendo la fine del sibilo della pompa benzina e accendo il Twin Cam 103 Heritage che borbotta con il tipo sound.  Imposto sul navigatore la mia destinazione e sorrido vedendo una Trike in miniatura che indica dove sono sulla mappa. Ma un momento così vuole una musica adeguata! Non c’è problema, ero preparato,  salto l’ascolto delle radio per inserire una colonna sonora che si rispetti tramite la chiavetta USB, avete presente Thunderstruck degli ACDC?.

Tolto il freno di stazionamento con il piede sinistro, premo il bottone Retromarcia stando in folle , si illumina una R sul cruscotto, ripremo, il motorino elettrico inizia a farmi indietreggiare, che goduria!! Ora sono in posizione, frizione e innesto la prima marcia, la R scompare do gas e via...

Il volume dello stereo è gestito da una levetta sulla sinistra del manubrio, con 4 casse da 25Watt si “sente” davvero. Il cruscotto ha quattro quadranti: da sinistra trovo il livello benzina, il tachimetro e conta km (totale, parziale 1,2 e autonomia), i giri motore, il livello di carica batteria. 

L’abitudine mi porta a frenare con la leva destra, dove i sei pistoncini anteriori agiscono sui doppi dischi e la forcella da 49mm affonda morbida, invece dovrei usare il pedale destro che agisce sui freni posteriori e anteriori insieme (di solito nelle moto è il contrario), rendendo la frenata più efficace senza sbilanciare troppo l’equilibrio della moto, questo tipo di frenata torna molto utile in curva per chiudere all’occorrenza.

Siamo in Italia, non so in USA, ma le nostre strade sono ricche di asperità, e sulle buche noto due comportamenti diversi, se impatta solo l’anteriore è addomesticata benissimo, se prende una delle posteriori si ha un trasferimento sulle altre due ruote impegnativo, e qui aiuta molto l’ammortizzatore di sterzo. Esatto come nelle sportive c’è questo dispositivo per smorzare lo sbacchettare dell’avantreno, però poi presenta il conto nelle curve dove girare richiede più forza. Sui dossi il posteriore arriva fin troppo presto a fine corsa, questo è un aspetto che va decisamente migliorato,  fatta la tara capisco che bisogna procedere davvero con molta cautela in condizioni dove tutto il retrotreno affronta un dislivello rapido, dopotutto questa moto pesa ben 560 Kg in ordine di marcia.

Nota particolare : “il trike ragiona inverso in curva rispetto a una moto a due ruote!”, Se la prassi vuole che in moto si spinga il manubrio nel lato interno alla curva per l’effetto giroscopico, nella Trike non c’è questo effetto e bisogna fare forza con la parte esterna! Il motivo è dato dal fatto che la moto resta piatta nelle curve, maggiore è l’angolo di sterzata è più forza deve essere fatta per girare.

Dopo un po’ di città arrivo sull’autostrada, inserita la sesta accendo il Cruise Control e imposto la velocità di crociera, libero il polso destro dalla tensione dell’acceleratore ma sempre tenendo le mani in presa. C’è il tasto “i” sulla destra, lo premo e leggo sul display mi appare l’informazione della pressione olio, e temperatura aria… 38°C accipicchia! Ripremo e torno al mio navigatore. A questa andatura non sento molto calore alla gambe, soprattutto la destra dove passano i bellissimi scarichi cromati, mentre al primo rallentamento, per un male diffuso in Italia “il traffico”, il calore si fa sentire parecchio. Ora devo ricordarmi che gli ingombri sono da Trike non da moto, e  140cm sono tanti, considerate un po’ di margine, capirete che passare le colonne di auto non è semplice. A parte questo “male diffuso” quando si scorre la protezione ottima, il comfort ottimo, la musica ottima insomma avete capito dove si sta meglio con la Trike!

Tramonto alle spalle esco dalla “grande strada dritta” e mi inoltro nelle colline brianzole, i boschi portano refrigerio che aiuta in queste giornate caldissime, le strade poco illuminate non sono un problema, i fari mi stupiscono quanto sono potenti anche più di una macchina, e guidare di notte diventa più piacevole.

Arrivato a Lecco, parcheggio nel famoso boulevard e sorrido quando il “riquadro” a terra sembra fatto su misura, non è che il disegnatore dei parcheggi moto ha una Trike? Ripongo tutto l’abbigliamento da viaggio : casco, scudo, guanti, giubbino(perché siamo sempre in moto dopotutto) e mi soffermo a guardarla. I dettagli sono sempre curatissimi, il motore luccicante che tintinna per il calore che lo sta lasciando, i parafanghi posteriori puliti, i cerchi a 7 razze e tanti dettagli che ci si perde a guardarli tutti.  Poi c’è sempre una processione di curiosi, di ammiratori, di ognuno che si ferma fa la foto, ti chiede come va etc.… anche fermi al semaforo succede è questo che Harley ti lascia sempre addosso ammettiamolo.

Arriva una persona, si mette il casco e mi preparo anche io, ripartiamo in due e qui trovo l’altro pregio, il passeggero non si sente è come andare praticamente da soli, non cambia la dinamica della moto e viaggiare resta sempre piacevole.

Al primo pieno posso dire che i consumi non sono eccessivi, basta far girare il motore nel “giusto” ovvero tra i 1000 e i 3000 e avrete sempre coppia, a 3100 in sesta si è a velocità limite autostradale, fa capire che i rapporti sono lunghi. Se avete però fretta “spremere” una marcia fino a 4500 vi darà lo spunto per chiudere rapidi un sorpasso senza problemi oltre non serve.

Quanto costa?

Ringraziando HARLEY DAVIDSON ITALIA per MOTO e ABBIGLIAMENTO

SONY per le riprese possibili da ogni punto con la sua Action CAM HDR-AS200V

Un Grazie a tutti i lettori di motocorse.com da Gianluca “TheAhem” Villa.










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