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Pneumatici e data di fabbricazione: fra mito e realtà

In La tecnica
di Gianluca Zanelotto, 14 ottobre 2014

Pneumatici e data di fabbricazione: fra mito e realtà

E’ abitudine del motociclista (molto più che dell’automobilista) controllare con una certa attenzione la data di fabbricazione dei proprio penumatici, ovvero quella piccola sigla tipo 5013 (cinquantesima settimana del 2013) posta sul fianco del penumatico di seguito alla scritta DOT.

Spesso, ed erroneamente,  si è portati a considerare poco sicuri o “vecchi” pneumatici prodotti l’anno procedente o addirittura pochi mesi prima.

Assogomma e Federpneus hanno voluto chiarire questo aspetto con un comunicato ufficiale: non c’è alcuna correlazione tra data di fabbricazione, durata e sicurezza dei pneumatici.

In più occasioni Assogomma ha spiegato che la data di fabbricazione o di produzione non è un’informazione che ha una diretta correlazione né con la durata, né con la sicurezza del prodotto,iInfatti la data di fabbricazione, che deve essere riportata obbligatoriamente sul fianco dei pneumatici, serve al Costruttore e non all’utilizzatore finale per poter rintracciare un intero lotto di produzione nel caso di necessità specifiche.

Molti confondono la data di fabbricazione con la sigla DOT: sono due marcature ben diverse tra loro sia per contenuto tecnico che per valenza normativa. La prima è una marcatura obbligatoria nell’Unione Europea, mentre il DOT è richiesto per il solo mercato USA. Comunque, in entrambi i casi, queste marcature non hanno alcuna attinenza specifica né con la durata del prodotto, né con la sua sicurezza.

Ma allora quanto dura un pneumatico?

A parità di prodotto, la durata è principalmente influenzata da due fattori.

Il primo: le condizioni di utilizzo, ovvero la combinazione tra stile di guida e veicolo sul quale il pneumatico è montato. Più dettagliatamente s’intendono carichi, velocità, mantenimento delle pressioni di gonfiaggio, tipologia e condizioni delle strade, urti dovuti a buche/marciapiedi, esposizione ad agenti atmosferici (sole, acqua, ecc.).

Il secondo: lo stato di conservazione direttamente correlato al corretto immagazzinamento. Più dettagliatamente si intendono tutti quei fattori che possono influire sull’invecchiamento del prodotto: temperatura, umidità, fonti di calore, luce e raggi ultravioletti, contatto o vicinanza con altre sostanze quali ad esempio solventi, idrocarburi, olii e grassi, ecc.

La durata di un pneumatico” – afferma Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma – “dipende da una serie di elementi diversi, non prevedibili all’atto della produzione, e quindi non è possibile determinarla preventivamente. Infatti, a livello normativo, non esistono prescrizioni o limitazioni di impiego direttamente riferite e/o collegabili alla data di fabbricazione, né effetti sulle condizioni commerciali. 


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